Pizzi, broccati e finissimi lini di Fiandra continuano ad esercitare un certo fascino Fra gli elementi più tradizionali dei preparativi per il matrimonio c’è sicuramente quello del corredo come base indispensabile per cominciare bene la nuova vita a due.
Il fatto che all’atto del contratto di matrimonio non si deve più allegare alle carte di rito anche una lista con il puntiglioso elenco di tutto quello che possiede la futura sposa, ha fatto venir meno quella sorta di cassapanca che ogni famiglia, di qualsiasi condizione sociale, aveva per raccogliere i capi di biancheria da destinare a ciascuna delle figlie femmine fino dalla più tenera età. Oggi, anche se la maggior parte delle mamme ha comunque riservato i suoi capi più preziosi per lasciarli in dote, per un corredo moderno conviene fare un programma preciso che preveda il genere, la qualità e la quantità dei capi da acquistare avendo presente, come principio informatore di un corredo “tipo”, la regola generale del tradizionale numero 12 con relativi multipli e sottomultupli (nel senso che ci dovrebbero essere 12 paia di lenzuola, 24 di federe e così via).
Naturalmente, ognuno può regolarsi a seconda delle proprie possibilità economiche adottando stampati e ricamati su lino, misto, lino, cotone. Importante è affidarsi al gusto personale e al buon senso, senza lasciarsi incantare da cose troppo originali che seguono una moda passeggera Meglio, sicuramente, privilegiare la qualità alla quantità badando alla solidità dei colori e alla bontà delle fibre tessili.
Per gli indumenti personali conviene sempre orientarsi su quello che effettivamente serve nella vita di ogni giorno lasciando perdere capi troppo frivoli che finiranno per non essere mai indossati. Danno sicuramente un tocco di eleganza e raffinatezza le iniziali ricamate sulla biancheria di casa, sui fazzoletti e sulle camicie fatte a mano del futuro sposo.